Palazzo La Rocca

IL PALAZZO
Il palazzo fu costruito, per iniziativa di Don Saverio La Rocca, barone di S. Ippolito, intorno al 1765. Il prospetto, ad un piano, sobrio ed elegante, è caratterizzato da sette balconi sorretti ognuno da tre mensole in pietra pece in cui vi sono raffigurate delle figure antropomorfe tra cui particolarmente interessanti il flautista, il suonatore di liuto, la popolana col bimbo in braccio. Dal grande portone d’ingresso si accede ad un atrio, in fondo al quale inizia una elegante scalinata a due rampe interamente costruita in pietra asfaltica,  da cui si accede alle stanze del piano nobile.

L’ALLESTIMENTO
E’ il Palazzo della ricerca e dell’innovazione.
Saranno esposti i lavori degli studenti di Design dell’ Accademia di Brera, di Anatomia, Scultura e Pittura dell’Accademia di Firenze e Carrara e del Corso di LAB Moda 3, dell’Università Vanvitelli di Napoli.

I lavori degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Brera del Biennio di Specializzazione, coordinati dal docente Roberto Semprini, sono il frutto di due workshop: il primo svolto in collaborazione con il Gruppo Boero, dal titolo  “The colours of the neo-baroque from Rome, Naples and Sicily”. I lavori hanno sviluppato uno studio sui colori emblema dell’epoca barocca, nelle città italiane più rappresentative di questo movimento.

Le Accademia di Belle Arti di Carrara e Firenze coordinate da Angela Nocentini, docente di anatomia, con il titolo Corpo Barocco hanno inteso barocchizzare l’anatomia e anatomizzare il barocco. Attraverso un’ottica interdisciplinare, capace di indagare i territori della anatomia della scultura e della pittura, sono stati prodotti disegni, grafiche, installazioni, video, sculture.

Le capsule collection realizzate dagli studenti del Lab per la moda 3 del corso di laurea Triennale in design per la Moda della Vanvitelli dedicate al tema del Neo barocco, sono sperimentazioni con sete di San Leucio che rappresenta una tipicità manifatturiera di eccellenza del territorio Casertano in cui opera l’Università Vanvitelli. Il fil rouge che unisce il barocco Ragusano e quello Casertano sta proprio nell’uso delle sete barocche Leuciane per capsule collection contemporanee.

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